Guerra e Pace, Anna Karenina e tanto altro... piacciano o no, letti o no, Tolstoj, morto in Russia 107 anni fa, il 20 novembre 1910), ha dato all'umanità infiniti capolavori.
L'inizio del Novecento vede lo scrittore, già famoso per quei grandi lavori nominati prima, impegnato con una serie di piccoli capolavori letterari.
Di fronte all'assassinio del re d'Italia Umberto I, lo scoppio della guerra russo-giapponese e la Rivoluzione russa del 1905, Tolstoj è prodigo nel chiedere a gran voce delle soluzioni di pace per un mondo scosso dalla violenza.
Nel 1909 tenta di convincere il governo ad abolire la proprietà privata della terra, responsabile secondo lui di una futura grande rivoluzione, essendo la maggiore ingiustizia sociale presente.
Il 28 ottobre 1910, sentendosi oppresso e sofferente per le molti liti domestiche con moglie e figli, si allontana da casa. A causa del freddo e della vecchiaai, si ferma alla stazione di Astàpovo, malato di polmonite. Morì il 20 novembre 1910.

Viene sepolto nei pressi della sua casa, in una tomba molto semplice, un cumulo di terra e solo erba, senza nome.


L'ultima dimora di... Lev Tolstoj

Posted on

lunedì 20 novembre 2017

Come milioni di americani, e miliardi di persone in tutto il mondo, sono rimasta scioccata dalla vittoria alle presidenziali di Donald J. Trump. O forse, meglio, disgustata. Come è stato possibile che un uomo d'affari andato in bancarotta sei volte, famoso più per le sue mogli trofeo e per un reality show in cui si diverte a licenziare gente, possa assurgere alla più alta carica negli Stati Uniti? E, in un paese attento al politically correct, com'è possibile che un uomo sessista, misogino, razzista, bugiardo, possa prendere il posto di Barack Obama? Cosa è successo?
Avevo bisogno di risposte. E quando è uscito questo libro, l'ho visto come una risposta alle mie domande. Se c'era una parte razionale in questa sfida elettorale, quella era Hillary.
Ho pianto durante il concession speech. Di delusione, di amarezza, di sconfitta immeritata. Ho pianto con lei.

(E mi scusi la signora Clinton se nella recensione al suo libro me ne esco con questa espressione colorata, ma non pensate nemmeno per un secondo di rifilarmi di nuovo la puttanata che lei non sarebbe stata un presidente migliore. Oh sì che lo sarebbe stata!)

I giorni seguenti sono stati di ripresa dallo shock e di capire cosa ca**o fosse successo. (Hillary mi scusi ancora.)
Non si può dire che non lo sappiamo cosa è successo. Le indagini sulle sue email a due settimane dal voto, le "rivelazioni" di Wikileaks "casualmente" (mai virgolette ebbero più sarcasmo) messe online per fare più male alla sua campagna, le intromissioni della Russia per agevolare il candidato burattino di Putin, le bugie, un circo messo su per far parlare di Trump e screditare nei modi più beceri possibili colei che, non c'è bisogno di dirlo, è la più preparata candidata per la presidenza che gli Stati Uniti abbiano mai avuto. Per un periodo, ho seriamente pensato che in realtà Trump non volesse davvero diventare presidente, e stesse cercando in tutti i modi di non farsi votare. Evidentemente, non gli è riuscito bene.
Tutte queste cose, le potete trovare nel suo libro. Con date, numeri, riferimenti precisi e incontrovertibili. Con tutto lo schifo che portano addosso.

Ma, come dice lei, c'è stato tutto questo. Ma la candidata era lei. Se ne assume tutta la responsabilità. E' stata lei che non è riuscita a vincere il cuore degli americani e a portarli a votarla.
(O meglio, tecnicamente quel cuore l'avrebbe vinto, perchè il voto popolare è stato vinto da lei, di ben tre milioni di voti in più. Peccato per il Collegio Elettorale, organo creato dai Padri Fondatori proprio per evitare intromissioni dall'esterno, e che invece in questo caso ha dato modo di nascere alla più antidemocratica vittoria che si sia mai avuta.)

Avrebbe dovuto fare di più, e meglio. Certo. Lei stessa non si tira indietro. Ma mi chiedo se davvero sarebbe servito a qualcosa.
E per quanto la possa apprezzare, una parte di me è dispiaciuta per lei per essersi trovata in mezzo a questo scandalo elettorale, a cui spero presto venga posto rimedio, per togliere dal serio pericolo in cui già si trovano gli americani e il mondo intero.
Si è meritata di trovarsi in mezzo a questo schifo, a questo continuo buttarsi fango addosso, contro un avversario che non ha risparmiato ogni possibile bassezza? No.

Questo libro è la sua versione di come è andata, di cosa è successo. E per quanto sarà sicuramente un versione edulcorata, i fatti, i dati citati, quelli sono incontrovertibili. E sono quelli che devono interessarci. Potete non credere ai messaggi di amore e resilienza e di preoccupazione per il paese, ma questo non vuol dire che non siano messaggi giusti, messaggi importanti.

Leggendo questo libro ho pianto tanto, mi sono commossa, mi sono indignata, mi sono schifata. Ho sentito di nuovo salire tutto olo schifo e tutta l'indignazione che ho provato e provo ora.
Io sono un'italiana come tante, il che vuol dire che questa recensione e quello che posso fare da qui non è granchè. Ma riempire una casella in più in Internet con il mio supporto per qualunque modo l'America possa ricostruire la sua reputazione e perchè più donne come Hillary possano far sentire la loro voce.

Resist.
Insist.
Persist.
Enlist.

Hillary Rodham Clinton
What Happened
Simon & Schuster
Ebook

*****************************************************************************
As millions of Americans, and billions all over the world, I was shocked by Donald J. Trump winning the Presidential Elections. Or better, disgusted. How it was possible that a business man gone bankrupt six times, famous more for his model wives and for a reality show where he has fun in firing people, can achieve the highest office in the USA? And, in a country so careful in politically correct, how is it possible that a sexist, misoginist, racist, liar man is replacing Barack Obama? What Happened?
I needed answers. And when this book has been realised, I hve seen it has the answer to my questions. If there was a rational side in this electoral fight, that one was Hillary. I cried during the concession speech. Of disappointment, bitterness, undeserved defeat. I cried with her.

(And I apologize to Mrs. Clinton if I come out with this colorful expression in the review of her book, but do not even think for a second to throw again the bullshit that she would not be a better president. Oh yes she would have been!)

The following days were resumed by the shock and to see what the hell was happened. (Hillary, I apologize again.)
One cannot say that we do not know what happened. Investigations on her emails two weeks before the vote, the "revelations" of Wikileaks "casually" (never quotes were more sarcasm) made online to do more harm to her campaign, the intrusion of Russia to facilitate Putin's puppet candidate, lies, a circus put up to make us talk about Trump and discredit in the most possible ways who, without needing to say it, is the most prepared candidate for the presidency the United States has ever had. For a while, I seriously thought that Trump really did not really want to become president, and he was trying in all ways not to being voted. Evidently, he did not do well.
All of these things can be found in her book. With dates, numbers, precise and incontrovertible references. With all the crap they bring on with them.

But, as she says, that was all this. But she was the candidate. She assumes every responsibility. It was she who did not manage to win the hearts of Americans and bring them to vote.
(Or, technically, she won that heart, because the popular vote was won by her, with a good three million votes. Shame on the electoral college, an organ created by the Founding Fathers to avoid intruders from the outside, and that in this case gave way to the most undemocratic victory that ever had.)

She should have done more, and better. Sure. She herself does not pull back. But I wonder if it really would have worked.
And as far as I can appreciate her, a part of me is sorry for her being in the midst of that electoral scandal, which I hope will soon be remedied, to take away the serious danger that Americans and the whole world are already in.
Did she deserve to be in the midst of this disgust, to this continuous mud on her, against an opponent who did not spare any possible vile act? No.

This book is her version of how it went, what happened. And as surely it will be a sweetened version, the facts, the data mentioned, those are incontrovertible. And these are the ones that should be of interest to us. You may not believe messages of love, resilience and concern for the country, but that does not mean that they are not the right messages, important messages.

Reading this book I cried so much, I was moved, I was indignant, I was disgusted. I felt again all the crap and all the indignation that I felt and feel right now.
I am Italian, which means that this review and what I can do from here is not much. But I can fill one more box in the Internet with my support in whatever way America can rebuild its reputation and in whatever way more women like Hillary can make their voice heard.

Resist.
Insist.
Persist.
Enlist.

Hillary Rodham Clinton
What Happened

Libro molto desiderato, il primo con cui abbia violato a una delle mie regole: niente shopping online. E invece, complice il fatto che non lo trovavo da nessuna parte e che il richiamo della Pivano è troppo grande, mi sono arresa.
Adesso quindi devo solo spiegarvi le tre stelle. Aspetti positivi, vabbè, basta solo la presenza della Pivano. E poi, il fatto che conoscere sempre nuovi scrittori e comunque farsi un'idea di qualcuno prima di leggere le sue opere, è sempre una buona idea. Non avevo mai letto niente di Bukowski, e sono partita da questa intervista.
Che dire... credo che la mia lettura di qualcosa nato dalla sua testa finisce lì. Non che ci siano due o tre pensieri profondi in mezzo alle pagine, ma niente che altri non abbiano detto. E' che è quel genere di persone che nella vita reale non frequenterei mai. Non ne dubito, come dice alla fine l'intervistatrice, che Hank sia un uomo molto tollerante. Ma è anche un perfetto idiota che parla solo di bere e di quanto non capisca le persone e di quanto a lui non importi di questo e di quello... Non dice niente che non sembra ammantato da quel atteggiamento da "io sono così anticonformista perchè non mi frega di niente, anzi sono conformista perchè..." e quanto voi non potete capirmi, "io passavo le ore a bere aspettando di avere abbastanza da dire" e "gli scrittori sono tutti così noiosi, io invece volevo dire qualcosa"... Peccato che io non ho trovato niente di davvero geniale in queste parole. L'ho trovato un mezzo disadattato, uno che ammanta di tanto fascino e trasgressione il bere, quando è semplicemente un ubriacone.
Non riesco davvero a vedere l'interesse della gente e della letteratura per lui. E a questo punto, ogni mio interesse per la sua produzione è svanita.
Di questo libro, salvo solo Nanda.

Charles Bukowski
Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle
Feltrinelli
Lire 11000

******************************************************************************
A book I wanted to read very much, the first one with which I violated one of my rules: no online shopping. But, in spite of the fact that I did not find it anywhere, and that Pivano's call is too big, I have given up.
So now I just have to explain the two stars. Positive aspects, yes, just the presence of Pivano. And then, the fact that always knowing new writers and getting some idea of ??someone before reading his works is always a good idea. I had never read anything about Bukowski, and I started with this interview.
What can I say... I think my reading of anything born out of his head ends here. Not that there are two or three deep thoughts in the pages, but nothing that others have said. It is that kind of people who in real life I would never hang out with. I have no doubt, as the interviewer says at the end, that Hank is a very tolerant man. But he is also a perfect idiot who speaks only of drinking and of how much he does not understand people and how much he does not matter about this and that... He does not say anything that does not seem enveloped by that attitude from "I'm so unconventional because I do not care about anything, rather I'm conformist because ..." and "how you can not understand me, I spent hours drinking and waiting to have enough to say" and "the writers are all so boring, but I wanted to say something"... Too bad that I did not find anything really genial in these words. I found him an half screw, one who is so much cloaked with charm and transgression when he is only a drunk.
I really cannot understand people's and literature world's interest for him. And at this point, my interest in his production has vanished.
Of this book, I save Nanda alone.

Charles Bukowski
What matters is scratching under my armpits

Non c'era alcun dubbio che anche questo romanzo di McEwan non si sarebbe rivelato un piacere a 360°.
A livello stilistico, la scrittura, il lessico, la creazione materiale del romanzo (e parte del merito va sicuramente a Susanna Basso, la sua traduttrice ormai storica), insomma, leggere questo libro è un piacere per gli occhi e per la mente.
Il romanzo, la storia, è spettacolare. Un classico dello scrittore, che crea queste vicende apparentemente normale, con protagonisti della Londra bene che potrebbero benissimo essere amici dello scrittore nella vita reale. Un mondo molto maschile, un compositore acclamato e un giornalista ambizioso, dove l'unica donna appare come un fantasma tra le pagine, il suo funerale viene narrato all'inizio del romanzo, ma che è sempre presente.
Come dice benissimo in copertina, una sinfonia grottesca sull'odio e la vendetta. Una storia di ripicche, tentativi di affossare, vendette e trame alle spalle.
E come al solito, un finale magistrale, da lasciare tutti a bocca aperta. Meraviglioso.
McEwan tra i più grandi della narrativa mondiale.

Ian McEwan
Amsterdam
Einaudi
Euro 9.50

*****************************************************************************
There was no doubt that this novel by McEwan would have been a pleasure too.
On the stylistic level, the writing, the lexicon, the material creation of the novel (and part of the merit is surely to Susanna Basso, his now historic Italian translator), in short, reading this book is a pleasure for the eyes and for the mind.
The novel, the plot, is spectacular. A classic of the writer, who creates these seemingly normal events, with London protagonists who could very well be friends of the writer in real life. A very masculine world, an acclaimed composer and an ambitious journalist, where the only woman appears as a ghost among the pages, her funeral is narrated at the beginning of the novel but she is always present.
As it's said on the cover, a grotesque symphony on hate and vengeance. A story of rips, attempts to scathe, revenges and intrigues behind one's back.
And as usual, a masterful end to blow everyone's mind. Wonderful.
McEwan among the greatest for the contemporary's fiction.

Ian McEwan
Amsterdam

Ian McEwan - Amsterdam

Posted on

sabato 11 novembre 2017

Piece teatrale dedicata all'immortale Premio Nobel Grazia Deledda. Tre diversi momenti della sua vita, snodi centrali della sua esistenza: il momento in cui, sposa di Palmiro Madesani e nemmeno trentenne, abbandona per sempre Nuoro per trasferirsi a Roma; a Stoccolma, per la consegna del Premio Nobel; di nuovo a Roma, in uno studio medico, di fronte a una diagnosi che lascia poco scampo.
I dialoghi, senza alcuno spazio lasciato alla descrizione, riportano bene l'anima e la personalità della Deledda: donna decisa, testarda, moderna. Verrebbe da dire, una vera donna sarda. Fortissima.
Da contrappunto, la madre, presenza costante della sua vita anche da morta o da lontano, una figura da cui Grazia cerca costantemente di allontanarsi ma che sempre la riporta vicino. Più simili di quanto lei probabilmente mai vorrebbe e che la riporta costantemente alle battaglie di quando era ragazzina, di quando era il "mostro", canzonata e guardata con occhio storto perchè intelligente, perchè amante della lettura, perchè toglieva tempo all'essere femmina.
E adesso, donna adulta, scrittrice premiata, diventata di più di coloro che la schernivano, ancora non convinta di valerlo, dubbiosa del suo talento, sempre concreta, inchiodata a terra.
Un libro bellissimo, che riporta a noi la personalità di una donna unica.

Marcello Fois
Quasi Grazia
Einaudi
Euro 13

*****************************************************************************
Theatrical Piece dedicated to the immortal Nobel Prize Grazia Deledda. Three different moments of her life, turning points in her existence: the moment when, newlywed with Palmiro Madesani and not even thirty, she abandons Nuoro forever to move to Rome; in Stockholm, for the ceremony for the Nobel Prize; back to Rome, in a medical study, in the face of a diagnosis that leaves little to no escape.
The dialogues, without any room left to the description, report well the soul and personality of Deledda: a decisive, stubborn, modern woman. I would say, a real Sardinian woman. Very strong.
As a counterpoint, the mother, a constant presence in her life, whether dead or distant, a figure from which Grazia constantly tries to get away, but always brings her close. More look like she probably would ever want, and she's always back to the battles of when she was a little girl, when she was the "monster," mocked and looked at with a crooked eye because she was smart, because she was a lover of reading, because she took time from the duty of being female.
And now, an adult woman, an award-winning writer, became more than those who hated her, still not convinced of her worthiness, doubtful of her talent, always concrete, nailed to the ground.
A beautiful book that brings to us the personality of a unique woman.

Marcello Fois
Almost Grazia

Il secondo romanzo di Jonathan Coe. Del primo, ammetto, non ricordo bene il titolo ma ricordo che non amai la protagonista e di riflesso anche il libro non mi piacque.
Devo ammettere che, per quanto questo sia nettamente migliore, non mi ha fatto impazzire.
Ho amato molto queste atmosfere british, le case ad Hampstead, cani e orti, i paesaggi incantati. Ho amato le protagoniste, e trovo molto pregevole il ritratto delle donne fatto da uno scrittore maschio. Però... Non ho trovato una storia particolarmente originale. Tanti buoni sentimenti, ma niente che mi colpisse davvero. Rimane molto in superficie, per quanto una superficie sicuramente molto ben fatta.
Insomma, una storia carina di una famiglia inglese abbastanza disfunzionale da finire in un romanzo ma non abbastanza originale da non ricordarmi mille altri romanzi.
A essere sincera, mi sembra uno di quei casi in cui, visto che l'ha scritto un uomo, allora è un romanzo su una certa società inglese, narrato con maestria da una delle voci migliori della narrativa british... peccato che niente di diverso scriva Rosamunde Pilcher, che non mi pare sia mai stata nemmeno comparata a Coe.
Lettura che mi ha tenuto compagnia in un fine settimana di fine ottobre, decisamente autunnale. L'atmosfera british con il fresco autunno è stata una combinazione perfetta.

Jonathan Coe
La pioggia prima che cada
Feltrinelli
Euro 9.90

******************************************************************************
The second novel by Jonathan Coe. Of the first, I admit, I don't remember the title well but I remember I didn't like the protagonist and I didn't even like the book.
I have to admit that, although it is far better, it did not make me crazy.
I loved these British atmospheres, the houses in Hampstead, dogs and gardens, enchanted landscapes. I loved the protagonists, and I find the portrait of women made by a male writer very valuable. But... I didn't find a particularly original story. So many good feelings, but nothing that really hits me. It remains very much on the surface, although a surface is very well done.
In short, a cute story of a fairly dysfunctional English family to end in a novel but not original enough to remember between other thousand novels very similar.
To be honest, it seems to me one of those cases when, because a man has written it, then it is a novel about a certain English society, narrated with mastery by one of the best voices in British fiction... but it's a shame that nothing different is written by Rosamunde Pilcher, which I do not think has ever been compared to Coe.
Reading that kept me company on a weekend of late October, quite autumnal. The British atmosphere with the cool autumn was a perfect combination.

Jonathan Coe
The Rain before it falls

Uno di quei classici moderni di cui tutti più o meno conosciamo l'esistenza, e di cui probabilmente la maggior parte conosce il Grande Fratello senza sapere esattamente com'è nel libro.
Sono stata portata alla lettura dal fatto di averne trovato una copia in un Mercatino dell'Usato, copia risalente proprio al 1984 e soprattutto, fattore che ha scatenato il mio acquisto, un'introduzione di Umberto Eco.
Una distopia, quindi la rappresentazione immaginata di un futuro con una società altamente indesiderabile e negativa. Winston Smith, il protagonista, è bloccato in una di queste. Il mondo si trova diviso tra tre grandi superpotenze, Oceania, Eurasia ed Estasia, in guerra tra loro con diversi rovesciamenti di alleanze.
Smith vive in Oceania, la cui sede centrale dei Ministeri, contrariamente a quello che si potrebbe pensare dato il nome, è a Londra. A capo di tutto, il Partito, a cui si deve amore cieco, e il leader supremo, Il Grande Fratello, di cui nessuno conosce davvero l'esistenza. Tutto è regolamentato, la privacy non esiste, tutto è soggetto all'autorità del partito. Le stesse notizie possono cambiare da un momento all'altro, tutto può essere riscritto, non ci sono archivi in quanto il passato originale non esiste più. Le persone semplicemente scompaiono e di loro non rimane più niente, nemmeno il nome, tutto viene cancellato, in una sorta di damnatio memoriae contemporanea e totale.
Fondamento dell'educazione dei cittadini è il Bispensiero, "chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato". Tutto può diventare verità e storia se chi comanda decide che una notizia è falsa, che un'alleato ora è un nemico. Revisionismo storico accurato e totale, nel momento stesso che accade. Le prove vengono bruciate, e non è ammesso alcun dubbio.
Orwell non ha inventato niente. Il modello è stato la Russia di Stalin e Lenin, riprendendo le loro idee e i loro modelli di potere. La storia narrata non è niente di diverso da quello che è già successo, succede e succederà nel mondo.
Non è un romanzo, è una profezia.
Uno di quei capolavori da leggere. Per capire meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo. Come scrive meravigliosamente Eco, qui si parla di Energia Visionaria. Orwell non scrive più letteratura, un bel libro, scrive un grande libro. Un libro che va oltre. Un libro che non parla di scenari impossibili e immaginari. Parla del presente. Del nostro mondo. Manipolare la mente delle persone per il potere, indirizzarle dove si vuole, non è niente che non cerchi di fare qualunque politico. Fin dove potrà portare o ha già portato?

George Orwell
1984
Mondadori
Lire 16000

******************************************************************************
One of those modern classics of which we all know the existence more or less, and the most of whom probably know the Big Brother without knowing exactly what's its part in the book.
I was lead to reading it by having found a copy in a thrift shop, a copy dating back precisely to 1984 and above all, the factor that triggered my purchase, an introduction by Umberto Eco.
A dystopia, the imagined representation of a future with a highly undesirable and negative society. Winston Smith, the protagonist, is locked in one of these. The world is divided between three great superpowers, Oceania, Eurasia and EastAsia, in war with each other with several downturns of alliances.
Smith lives in Oceania, whose headquarters of ministries, in contrast to what one might think given the name, is in London. At the head of everything, the Party, to which you owe blind love, is the supreme leader, The Big Brother, of whom no one really knows the existence. Everything is regulated, privacy does not exist, everything is subject to the authority of the Party. The same news can change from one moment to another, everything can be rewritten, there are no archives because the original past does not exist anymore. People simply disappear and there is nothing left of them, not even the name, everything is deleted, in a kind of contemporary and total damnatio memoriae.
Foundation of the is the Doublethink, "who controls the past controls the future: who controls the present controls the past". Everything can become truth and history if the commander decides that a news is false, that an ally is now an enemy. Accurate and total historical revisionism, at the same time as it happens. Proofs are burnt, and no doubts is allowed.
Orwell has not invented anything. The model was Russia by Stalin and Lenin, resuming their ideas and their patterns of power. The story told is nothing other than what has already happened, happens and will happen in the world.
It's not a novel, it's a prophecy.
One of those masterpieces to read. To better understand ourselves and the world we live in. As wonderfully Eco writes, here we talk about Visionary Energy. Orwell didn't write literature anymore, a good book, he wrote a great book. A book that goes beyond. A book that does not speak of impossible and imaginary scenarios. Talk about this. Of our world. Handling people's minds for power, directing them wherever you want, is nothing other than any politician seeks to do. How long will it bring or have it already brought?

George Orwell
1984

George Orwell - 1984

Posted on

venerdì 3 novembre 2017